Chiesa di Santo Stefano a Sezzadio
Unica testimonianza di un monastero risalente al XIII secolo, lungo la via Aemilia Scauri, là dove il Bormida confluisce nel Tanaro. La chiesa, probabile tappa lungo il Cammino di Santiago, è a navata unica con abside rettilinea e conserva una collezione di affreschi medievali, tra cui spicca il Miracolo del pellegrino impiccato.
Situata tra Castellazzo Bormida e Cassine, Sezzadio appare menzionata per la prima volta come corte, insieme al castello di Retorto, nei possedimenti concessi da Ugo alla futura moglie Berta di Svevia nel 938. Un riferimento del 962 la colloca in un atto di donazione di Ottone I al monastero di San Pietro in Ciel d’Oro di Pavia. In seguito, passò sotto il dominio dei Marchesi di Monferrato e poi di Alessandria. A Sezzadio nacque Aleramo, capostipite della dinastia degli Aleramici, figlio del nobile tedesco Aleprando che, in pellegrinaggio verso Roma, fu costretto a fermarsi nel castello dei signori del luogo perché la moglie potesse partorire. Dopo alcuni mesi ripresero il pellegrinaggio lasciando Aleramo a una balia e non fecero mai ritorno. Morta anche la balia il piccolo Aleramo venne accolto dai padroni del castello che lo educarono da vero cavaliere al punto da farne uno scudiero fra i più nobili della corte, tanto da essere apprezzato da Ottone I e dalla figlia di questi, Adelasia, con cui il giovane Aleramo scappò e … il resto è la storia della nascita del Monferrato!
Entrando nella chiesa di Santo Stefano, sulla sinistra, si trova un pannello votivo raffigurante i Santi Antonio Abate e Apollonia, scelti dalla Santa Esperienza! come immagini guida nelle attività proposte dai pacchetti turistici per sollecitare maggiormente il senso dell’udito (Sant’Antonio Abate è sovente raffigurato con un bastone su cui è appesa una campanella) e del gusto (Santa Apollonia ha nella pinza con il dente il simbolo del martirio).
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