La Val Bormida è una terra di mezzo tra Piemonte e Liguria. Un’area “intima”, ancora più che interna, tenace e generosa come la natura selvatica e rigogliosa, riservata e cordiale come la gente di qui. Il territorio si allunga dal Savonese fino alle province di Alessandria, Asti e Cuneo. Segue il percorso del Fiume Bormida, che scorre da sud a nord. Originariamente in due rami, la Bormida di Spigno (in cui confluiscono la Bormida di Mallare e la Bormida di Pallare) e la Bormida di Millesimo, che, ricevute le acque della Bormida di Spigno presso Bistagno (AL), prende il nome semplicemente di Bormida e confluisce nel Tanaro presso Alessandria.
In Val Bormida passava la Via Aemilia Scauri, il cui tracciato è oggetto di studio. Sembra che il percorso costiero, la strada che collegava Vada Sabatia a Dertona (l’odierna Tortona) sia da considerare il prolungamento della Via Aemilia Scauri verso il versante padano. Partendo da Vada Sabatia, la strada risaliva la Val Quazzola, oltrepassava lo spartiacque al Colle di Cadibona, agevole valico dell’intera dorsale alpino-appenninica posto a soli 456 metri di quota. Da qui seguiva l’asta della Bormida di Spigno, toccando i villaggi di Canalicum (forse presso Cairo Montenotte) e di Crixia (Piana Crixia o Spigno Monferrato) fino a Aquae Statiellae (Acqui Terme) e da qui la strada raggiungeva Tortona e, tra Castelnuovo Bormida e Rivalta Scrivia, sono ancora visibili lunghi tratti del tracciato originario in buone condizioni.






